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testimoni del nostro tempo

La lunga statale di sangue
di alberto sdino starace

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Ciro Passeretti è la persona che, ultima in ordine di tempo, è rimasta uccisa sulla SS268, morta per l’incuria e i ritardi del mal governo che affligge le nostre terre. Travolto venerdì mattina da un auto in corsa mentre usciva dalla sua vettura ferma al bordo della statale, egli ha pagato con la vita il tributo di sangue che questa statale esige sempre più spesso da chi la percorre. Un tributo che in questi ultimi giorni è diventato particolarmente gravoso, registrando innumerevoli incidenti e ben quattro morti. Ciro, originario di Sant’Anastasia, dove pure lavorava, era residente a Saviano e per questo come tanti era solito percorrere quotidianamente la strada statale per recarsi al lavoro, per andare a trovare i propri cari o semplicemente per spostarsi dall’ Hinterland vesuviano verso Napoli. Questa statale, che porta il nome suggestivo “del Vesuvio” è indubbiamente un’opera lodevole che consente spostamenti veloci e alleggerisce di molto la pressione auto veicolare sulle strade cittadine ma è anche tristemente nota per l’altissimo numero di incidenti e per la lunga lista di morti, i quali ormai si contano in tripla cifra. Perché questo triste primato e la fama di “statale della morte”? Chi percorre questa strada lo sa benissimo. Da Cercola ad Angri, la lunga striscia d’asfalto è un susseguirsi di strettoie e avvallamenti, svincoli mal segnalati e corsie d’innesto insufficienti e scarsamente illuminate. Insomma una struttura inadeguata e carente dei più elementari sistemi di sicurezza. La cosa non sorprende se si tiene conto che il progetto è degli anni 60 mentre la realizzazione venne avviata solo 20 anni dopo quando cioè il boom demografico e le trasformazioni territoriali avevano reso il progetto originale antiquato e non più consono alle reali esigenze. Per un lunghissimo tratto non ci sono né le piazzole di sosta né tantomeno spazi per la corsia d’emergenza, una mancanza che, a quanto riferiscono testimoni e carabinieri, è costata la vita a Ciro Passeretti. A tutto questo dobbiamo aggiungere l’imprudenza dei tanti, troppi, automobilisti che mettono costantemente a rischio la loro vita e quella degli altri con le infrazioni più disparate. Il catalogo è ben fornito. Dal mancato rispetto della distanza di sicurezza ai sorpassi azzardati che, causa la corsia unica e stretta portano ad invadere quella opposta. Dall’alta velocità, in barba a divieti e controlli all’inversione di marcia che i più spericolati compiono per imboccare la rampa d’uscita a Madonna dell’Arco, che chiusa da tempo immemore, obbliga gli automobilisti che giungono da Napoli a proseguire fino all’uscita seguente di Sant’Anastasia. E’ notizia recente l’approvazione da parte della Giunta Regionale di uno stanziamento di 53 milioni d’euro per la costruzione del 3° tronco comprendente anche lo svincolo di Angri. I fondi sono di provenienza europea e dovrebbero essere impiegati entro il 2013 per ammodernare una statale che in ultima analisi è l’arteria nevralgica lungo la quale si muoverà l’esodo del piano d’emergenza nazionale per l’evacuazione dei cittadini dei comuni della zona rossa in caso di eruzione del Vesuvio. Rendere la statale più moderna ed ampliarla per garantire una maggiore sicurezza era già previsto in un altro piano di stanziamento da 132 milioni d’euro e parte dei quali è stata poi spesa per risolvere l’emergenza rifiuti che bloccava l’avvio dei lavori, ma a tutt’oggi ancora niente è cambiato. Mettere in sicurezza la statale è un impegno che non ammette più deroghe ne ritardi. Ci auspichiamo, pertanto, che questi soldi vengano tutti spesi per il fine cui sono stati destinati affinché la statale 268 non diventi una strada costruita con le lapidi delle persone morte per l’inadempienza e la corruzione di chi specula sulle opere di pubblica utilità.


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